UN APPROFONDIMENTO DSA-BES

In questo articolo, la dott.ssa Sara Rizza, psicologa, spiega quali categorie di Disturbo, rientrano nei Bisogni Educativi Speciali e dedica un piccolo approfondimento ai DSA.

Si sente spesso parlare di Bisogni Educativi Speciali, vediamo meglio di cosa si tratta…

«L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse». Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012.

Rientrano nei BES tutti gli alunni con disturbi specifici, alunni con deficit da disturbo dell’attenzione e dell’iperattività, alunni con funzionamento cognitivo limite, alunni con svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale, alunni con disagio comportamentale e relazionale.

Tutti gli alunni con BES hanno il diritto a una didattica individualizzata e personalizzata. Le strategie, le indicazioni operative, l’impostazione delle attività di lavoro, i criteri di valutazione degli apprendimenti e i criteri minimi attesi, trovano definizione all’interno del PDP – Piano Didattico Personalizzato dell’alunno.

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Approfondiamo i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, meglio noti con l’acronimo DSA. Con essi si fa riferimento ad una categoria diagnostica appartenete ai disturbi del neurosviluppo (DSM-5, 2014).

La Consensus Conference dell’Istituto Superiore di Sanità (CC-ISS,2011) definisce i DSA «disturbi che coinvolgono uno specifico dominio di abilità, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Essi infatti interessano le competenze strumentali degli apprendimenti scolastici».

Ma che differenza c’è tra la diagnosi e la certificazione?

«Per “certificazione” si intende un documento, con valore legale, che attesta il diritto dell’interessato ad avvalersi delle misure previste da precise disposizioni di legge – nei casi che qui interessano: dalla Legge 104/92 o dalla Legge 170/2010 – le cui procedure di rilascio ed i conseguenti diritti che ne derivano sono disciplinati dalle suddette leggi e dalla normativa di riferimento. Per “diagnosi” si intende invece un giudizio clinico, attestante la presenza di una patologia o di un disturbo, che può essere rilasciato da un medico, da uno psicologo o comunque da uno specialista iscritto negli albi delle professioni sanitarie». (MIUR, 2013).

Molte figure attualmente ruotano intorno a questo tipo di disturbi ma chi può effettuare una diagnosi?

Certamente lo psicologo: la diagnosi è tra le attività previste dalla legge istitutiva dello psicologo (L.56/1989) ed è un atto tipico della professione.

Ai fini dell’erogazione delle misure dispensative e degli strumenti compensativi previsti dalla L. 170/2010, tale diagnosi deve avere valore certificatorio. Tutti i servizi pubblici sono autorizzati a rilasciare certificazioni, mentre per il privato le eventuali modalità di accreditamento per poter rilasciare tale certificazione variano di regione in regione. Figure non sanitarie, quali pedagogisti, tutor degli apprendimenti, counselor, etc., non possono fare diagnosi cliniche, pertanto nemmeno la certificazione: la diagnosi clinica in Italia è permessa solo a psicologi (L.56/89) e medici.

  • La diagnosi funzionale dei DSA comprende:

  • stato degli apprendimenti scolastici

  • sviluppo delle abilità cognitive primarie (percezione visiva e uditiva, prassie costruttive e percezione visuo-spaziale, comprensione ed espressione orale, memoria visiva e verbale, attenzione sostenuta).

  • aspetti emotivo-relazionali

  • sviluppo prassico e motorio

  • livello cognitivo generale

Quali sono le principali difficoltà che si riscontrano in caso di DSA?schema2schema3

A dispetto delle difficoltà oggettive, i ragazzi con DSA presentano importanti punti di forza sui quali è opportuno fare leva per ottenere i miglioramenti auspicabili:

  • Intelligenza

  • capacità di memorizzare per immagini

  • creatività e capacità di produrre facilmente nuove idee

  • abilità nelle soluzioni dei problemi che richiedono di immaginare possibili soluzioni

  • capacità di processare le informazioni in modo globale e di pensare in modo visivo

  • alto livello di pensiero divergente

Una attenta diagnosi funzionale, volta ad identificare non solo le difficoltà ma anche le risorse, consente di adottare un intervento di potenziamento delle abilità deficitarie sul singolo individuo. Non esiste infatti una modalità standard per trattare i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ogni bambino è a sé, con le proprie caratteristiche emotive e di personalità, il suo livello di autostima e il suo vissuto. Lo psicologo svolge un lavoro a tutto tondo, considerando il bambino nella sua totalità, compresi i contesti di riferimento, creando pertanto una rete di collaborazione con la scuola e la famiglia.

Dott.ssa Sara Rizza

Psicologa

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TRISTEZZA E AMAREZZA

Un papà davvero speciale…Valentino Amato scrive:

”Non riesco a capire ancora oggi come in alcuni istituti scolastici ci siano degli insegnanti che non prendono in considerazione i genitori , ignorando tutto ciò che i genitori gli riferiscono dei propri figli. Parlano tanto di integrazione scolastica di dialogo di collaborazione tra genitori e insegnanti invece, se nasce un problema si chiudono a riccio e prendono le distanze…. Perché non curare gli interessi degli alunni?…. per fortuna che loro dovrebbero essere i formatori del mondo futuro…. peggio di cosi…. !!! Tristezza che amarezza!!”.

STUPIDO

Penso all’entrata di scuola, che fatica ogni mattina, varcare quella porta, con uno zaino pesante, di libri e di difficoltà.

Quanta  forza e quanto coraggio deve impiegare un bambino  a entrare là dentro sapendo che è additato come un ” diverso”, uno che non capisce, che non legge e non scrive come gli altri, insomma… uno “stupido”.

 

DISPERAZIONE E FORZA

Il racconto di una mamma… Dalle sue parole traspaiono momenti di disperazione e rabbia ma anche momenti di grande forza.

Adhd, chi è questo strano nella mia vita??..
È quello che mi ha fatto perdere amici, che ha trasformato mio figlio in quello che è diventato, è il responsabile dei miei incubi, dei miei costanti mal di testa, Della nausea dalla disperazione, è il responsabile dell’inferno che ha vissuto mio figlio, Edo odia la scuola e la odio pure io!!!, X Questa sindrome l’infanzia di mio figlio è una fase da dimenticare!!!, X Questa sindrome ho perso lavoro, vita, pace, tranquillità, felicità, abbiamo smesso di avere vita sociale, di viaggiare, di portarlo cn noi ovunque cn il sorriso che rispecchiava la nostra felicità, x Questa “patologia” abbiamo svuotato il conto, abbiamo perso la casa, abbiamo perso la nostra felicità di famiglia, anzi la famiglia l’abbiamo lasciata nella nostra vecchia casa!!…..ci siamo trasferiti dai miei suoceri e qua è cominciato un altro incubo, l’incubo della colpa, xk non è colpa dei genitori ma della mamma che magari quando era incinta ha fatto qualcosa di sbagliato, xk noi mamme del primo figlio non sappiamo fare le mamme!!, È cm quando hai un gamba rotta e ti esigono di continuare a correre!! Ma il dolore diventa atroce e sei costretta a fermarti ma quando ti fermi ti rendi conto che è meglio sopportare il dolore della gamba anziché sopportare le critiche del fallimento della corsa!, Ogni giorno diventa ancora più difficile e mi sento come una schiava che è costretta a portare ancora più peso sulle spalle senza importare le ferite che ci sn già nelle spalle!!…e l’ultima battaglia non so se l’ho persa o vinta, ma che importanza ha??, Non cambierà niente! Questa sindrome fa venire fuori il peggio Delle persone, è in grado di rompere legami che sembrano resistenti a tutto e invece si spezzano cm un filo di cotone!…..
Io e mio marito abbiamo lottato tanto x stare insieme, ma forse è proprio l’essere giovani che ci faceva vedere tutto diverso!… entrambi abbiamo lasciato famiglie alle spalle xk credevamo in noi, abbiamo lasciato tante cose x Quel bambino che era la nostra vita, una lotta inutile xk ora è tutto diverso, anzi è tutto perso! ….nella battaglia della nostra relazione ha vinto la famiglia di lui! E forse mi dispiace più quello che ho lasciato e non quello che perdo ora!….
In questa guerra di nome adhd non c’è un vincitore, anche xk il vincere non compensa tutto quello che si è perso x la Strada!… d’altronde cm tutte le guerre è più la sofferenza che la voglia di vincere!, Rimangono pezzi di ricordi che verrano sostituiti ma mai dimenticati..
Adhd è una condanna alla sofferenza, una condanna che non ti fa respirare, non ti lascia tempo di riprenderti, non ti lascia tempo di piangere, e dove non puoi mollare xk non siamo soli!…
Fin qua ho descritto la parte negativa di questa sindrome, non ho le forze x elencare le cose positive….ma vi dirò una cosa positiva di questa sigla, adhd mi darà la forza x andare a prendere mio figlio cn un bel sorriso stampato in faccia e pronta ad affrontare un’ altra giornata felice con lui nonostante tutte le difficoltà!”.

8 DICEMBRE

L’8 dicembre è il giorno dell’Immacolata, festa religiosa.

Perchè si festeggia ? Nel 1854, Papa Pio IX, con la bolla Ineffabilis Deus  proclamò il dogma della nascita della Vergine Maria, mamma di Gesù.

Perchè proprio l’8 dicembre? L’8 dicembre è la data che precede di 9 mesi esatti la data della nascita della mamma di Cristo, avvenuta l’8 settembre.

I bambini sono felici di questa festa perchè è il giorno in cui si addobbano alberi di Natale e presepi e poi, quest’anno cade di venerdì e NON SI VA A SCUOLA!

Buona festa dell’Immacolata a tutti.

DIS-TUTTO

Simona,  mamma di Luca, 5ª elementare.

“ Ho ritirato la relazione di mio figlio, è praticamente dis-tutto.

Sono preoccupata e disperata, non so che cosa fare, non so a chi rivolgermi.

Il mondo mi è crollato addosso, lui è l’unico in famiglia così… diverso.

I suoi fratelli sono bravi, intelligenti, non mi hanno mai dato problemi “.tullio