PICCOLI GESTI QUOTIDIANI

Quanto è pesante e complicato compiere quei piccoli gesti quotidiani che tutte le persone fanno senza difficoltà.

IGNORANTI

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E’ UN’INGIUSTIZIA !

Storia di Sebastiano, 2ª media, disprassico e disgrafico :

“ Di musica prendo sempre 4…come in 1ª.

Non è giusto! Io non riesco a suonarlo quel maledetto flauto!

La prof. insiste che devo scrivere le note nel rigo Musicale… Io faccio fatica con i quadretti da 1 cm., come faccio a scrivere sul pentagramma?

Sono stanco, non vedo l’ora di finire le medie così con la musica ho chiuso…per sempre!”.

flauto

 

 

BIANCO COME UNO STRACCIO

Rita di Bologna scrive :

“Scusate ma ho bisogno di un consiglio. Mio figlio che è in 1ª media, mercooledì è uscito da scuola che era bianco come uno straccio e piangeva.

Era disperato, mi ha detto che non vuole più fare ginnastica.

Disprassico grave, è infastidito, come quasi tutti i disprassici dai rumori forti, dal caos, immaginate 23 alunni in una palestra, il rimbombo delle voci, le urla del prof.

Costretto a giocare a calcio, pallavolo, lui che s’inciampa continuamente, urta persone e cose. Quante umiliazioni deve subire.

Ho chiesto al prof. di motoria se potevo esonerarlo perchè, vedo Edo che sta male.

Il prof. mi ha risposto che devo spronarlo, ma che c’entra? Le difficoltà di mio figlio sono gravi!  Sono anni e anni di terapie ma pochi progressi, è demoralizzante.

Se mi rivolgessi ad un legale? Mi sembra impossibile che non possa essere esonerato!”.

 

ESISTE 1 SOLUZIONE ?

” Mia figlia ha una disprassia motoria molto importante.

Come tutti i disprassici, ha parecchi problemi nella vita di tutti i giorni e, le prime difficoltà le incontra appena si sveglia, riguardano l’igiene della persona e tutte le azioni coinvolte con l’abbigliamento, vestirsi, svestirsi, rimettere in ordine i capi e infilarsi le scarpe. Le difficoltà continuano… a scuola. Questa disprassia, va toccare gli apprendimenti  e diventa causa di dislessia, disgrafia e discalculia.

Il tutto si complica a scuola durante le lezioni di musica e di scienze motorie…

Se i docenti non capiscono oppure, non vogliono capire, la vita scolastica può diventare  un inferno.

Il neuropsichiatra che ha in carico mia figlia, le ha fatto un esonero temporaneo dall’attività fisica ed ha chiesto d’incontrare il professore di scienze motorie, cercando di spiegargli le oggettive difficoltà che la disprassia comporta, ma lui afferma che la ragazzina DEVE fare motoria, perché sennò non può valutarla. Immaginate la frustrazione, l’ansia che prova quando non riuscirà nello spogliatoio a svestirsi, rivestirsi e poi correre, saltare, fare giochi di squadra con la palla… Tutte attività che lei, non riesce ad automatizzare, nonostante anni e anni di psicomotricità. Mio marito ed io ci rivolgeremo ad un legale perché ci pare impossibile che non si possa fare nulla.

Quanti pianti faccio, non vedo soluzione!”.

Marianna

 

NON TROVO RISPOSTE

Questa mail che mi scrive mamma Luciana, è molto triste, e chissà quante altre mamme sono nella sua stessa situazione.

Non so neppure io che cosa risponderle, per darle un pò di conforto ma, quando ci si trova a vivere situazioni difficili e soprattutto  non si vedono soluzioni, solo chi ci è dentro può capire la disperazione di questa e di tante altre mamme…

La frustrazione e la rabbia che derivano dall’impotenza di non sapere che cosa fare per aiutare il proprio figlio.

“Ho scoperto che mio figlio è disprassico quando aveva 4 anni, adesso ne ha 11.

Ha fatto anni e anni di psicomotricità, abbiamo tentato percorsi e terapie di ogni genere ma …niente!

I progressi ci sono stati, seppur minimi, ma non bastano per conquistare quell’autonomia che dovrebbe avere un bambino della sua età, sia nella vita di ogni giorno e a scuola.

Lui è nervoso, oppositivo,  forse perchè vede che i suoi coetanei fanno cose che lui non riesce a fare.

Non è in grado di vestirsi, di farsi la doccia, quando mangia si macchia e tanto…

I suoi compagni lo prendono in giro, non lo invitano alle feste di compleanno, non gioca a calcio, non corre, e nell’intervallo a scuola è sempre da solo.

Che carico di sofferenza per lui, e anche per me.

Mi sembra di essere in un tunnel, dove non si vede mai la fine.

Perchè la vita di questi bambini e delle loro famiglie, è così complicata?

E poi, non riesco a togliermi dalla testa che quando non ci sarò più io…chi si prenderà cura di lui ?

Come farà nella sua quotidianità, a  badare a se stesso?

Che lavoro potrà fare da grande?

Non trovo risposte.

Qualche mamma ha questi problemi? e come ci convive?

GRAZIE”.

CARA LOGOPEDISTA…

Un papà scrive:

Ma è normale che il logopedista dell’Asl dica che un bambino di 6 anni non sarà mai ” avvocato “e di investire su esercizi fisici per lavori fisici tipo giardiniere o simili ?

va da se che il mio bimbo nella vita fara’ quello che più gli piacerà e non quello che piace a me ….detto questo come si fa a fare una previsione a così lunga distanza nel tempo che gli precluda professioni intellettuali? è devastante per un papà . che ne pensate?”.

Vorrei consigliare a questo papà di leggere questo link disprassici famosi per risollevarsi il morale e dirgli che la logopedista ha clamorosamente toppato!

Ciò  che mi riempie di tristezza è che noi  genitori portiamo i nostri  figli dai terapisti che dovrebbero essere competenti, aiutare i bambini, supportarli nel loro già difficile cammino, incoraggiarli e infondere l’autostima che, permetterà loro di arrivare dove vorranno.

Signora logopedista, forse è lei che ha sbagliato lavoro.

BISOGNA LOTTARE

Una mamma racconta le sue lotte :

“Il mio cucciolo ha 10 anni e mezzo e a 5 anni l’educatrice della Scuola Materna mi ha fatto notare la sua goffaggine, risultato: è disprassico.
Niente paura, da allora è seguito da un’ equipe multidisciplinare di Torino.

Fin dal primo anno della scuola Elementare è stato affiancato dall’insegnante di sostegno e su richiesta delle sue maestre anche da una educatrice per gestire i tempi non didattici.
Poiché io sono fermamente convinta che solo trattandolo come tutti i bambini della sua età lui si senta tale, da quando aveva 4 anni frequenta i corsi di nuoto e dai cinque anni, minibasket. I sui abiti hanno le cerniere e le scarpe il velcro. Le maglie hanno dei disegni solo sul davanti, le calze sono corte, lo spazzolino per i denti è elettrico. Ogni volta che ottiene un risultato viene premiato (basta un pacchetto delle sue figurine preferite), e la sua pagella, appena ritirata per l’accedere alla quinta elementare, riporta quasi tutti 9 e qualche 8, ma quanta FATICA per ME.
Lotto contro tutti e tutto affinché venga trattato da bambino Normale! Contro le sue insegnanti che ogni anno mi propongono un programma facilitati, che non accetto; contro i suoi istruttori di nuoto e di basket che spesso si dimenticano di “ripetere” le istruzioni rivolgendosi direttamente a lui, dopo averle impartite al gruppo; contro l’insegnate di sostegno (ogni anno diversa) che non sa di dover lavorare con lui a piccole tappe. A volte, anche contro me stessa, perché mi ostino a voler lottare contro tutti!
Una mamma orgogliosa del suo Cucciolo.
P.S. A Settembre frequenterà un camp di basket di una settimana lontano da dove abitiamo”.

 

ESCLUSO

Nella pagella di Rodolfo ci sono tutti sette e otto, conquistati con molta fatica e impegno costante.

Il ragazzo ha terminato la prima media.

Il suo, è stato un anno pieno di sacrifici e rinunce che, hanno anche coinvolto pesantemente, tutta la sua famiglia.

Mai una gita la domenica, un’uscita con gli amici, sempre e solo compiti.

Nei compiti a casa è seguito da un insegnante tre pomeriggi alla settimana e dalla mamma, insegnante anche lei.

La sua pagella però è stata ” rovinata “, se così si può dire, da un sei in Educazione Fisica.

Rodolfo ha un disturbo della coordinazione motoria ( disprassia ) e ovviamente nelle attività sportive, specialmente nei giochi con la palla, incontra parecchie difficoltà.

Nelle ore di ginnastica, i suoi compagni, giocano spesso  a calcio, basket e pallavolo.

La  prof.ssa lo esclude dalle partite e, così Rodolfo, rimane seduto a guardare gli altri che giocano.

Oltre che escluso pure fregato da quel bel sei.

La gentile prof.ssa non potrebbe trovare un modo per coinvolgere anche lui ?

Non mi sembra così difficile…

DISPRASSIA VAI VIA

Questa poesia, l’ha scritta un ragazzo disprassico.

La disprassia, condiziona pesantemente la vita e gli apprendimenti di chi ne è affetto.

 

Cara disprassia

Io non so che cosa tu sia

Tu non sei una malattia

Ma vorrei cacciarti via!

Quando mi sveglio al mattino

Non vorrei scendere dal mio lettino

Penso a cosa mi aspetta la

E vorrei rimanere qua!

Ma a scuola devo andare 

E mi tocca faticare

Per lavarmi

Mi tocca arrabbiarmi

Prendo lo spazzolino

E  cade giù nel lavandino

Vorrei mettermi i  pantaloni ma sono dei birboni 

Vanno qua vanno   

E in ritardo sono già 

La maglietta ha l’etichetta 

Davanti o dietro… boh

Ci penso un po’ 

Purtroppo a scuola devo andare

Mi devo sbrigare…

In ritardo arriverò 

Una sgridata prenderò