IL VOTO PIU’ ALTO: 5

” Il colloquio con il professore di matematica di mia figlia è stato molto impegnativo…

Nonostante usi la calcolatrice, perchè lei è discalculica, fa ugualmete errori di calcolo. Il prof. mi ha detto che sbagliare i calcoli con la calcolatrice è inammissibile. Il voto più alto che Alessia ha preso di matematica è 5.

Sono preoccupata e non ho saputo neanche che cosa dire al professore. Mi sento impotente”.

Nadia

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OGNI VOLTA LA STESSA STORIA…

“Una cosa che mi manda fuori di testa è il colloquio con il prof. di matematica di mia figlia che, ogni volta, mi dice che non sembra avere delle difficoltà.

Io non capisco se mi prende in giro…  Emma, 12 anni, non ha ancora imparato le tabelline, a fare i conti, per non parlare dei problemi…

Quali sono, allora, per il prof. le difficoltà? “.

Marika

QUANTI PIANTI !

Mia figlia venerdì ha terminato la quinta elementare…

Quanti pianti all’uscita della scuola !

Lasciare i compagni di cinque anni e le maestre è un momento molto triste.

La scuola elementare è ancora, tutto sommato, un’isola felice, con le maestre c’è un rapporto quasi familiare, mentre nella scuola media, il rapporto con i professori è decisamente diverso, più freddo e distaccato.

Mia figlia è una bambina molto emotiva e l’ingresso nella scuola media la spaventa.

Giovedì ho avviato le pratiche per la certificazione ( disortografia e discalculia ) .

Ci ho pensato molto, se avviarle o no, ma, credo, sia giusto ” tutelarla “, mentre alla scuola elementare, le sue insegnanti, anche se non era certificata, avevano per lei un occhio di riguardo, sapendo che è disortografica e discalculica, non la penalizzavano per gli errori che faceva.

Alla scuola media, invece, non sarà sicuramente così …
 

 

PERMESSO ACCORDATO

Questa mattina, mio figlio, a scuola aveva una verifica di aritmetica.

Per lui, che è discalculico, la calcolatrice, è essenziale.

Gli è capitato, forse, una o due volte, di dimenticarla a casa e, la prof.ssa gli e l’ha prestata, ma lui, preferisce utilizzare la sua, soprattutto durante le verifiche, perché è abituato a quel modello. Ha un display abbastanza grande da permettergli di vedere bene i numeri e una tastiera di facile digitazione, invece quella della prof.ssa ha un display piccolo, e lui, fatica a leggere i numeri.

Questa mattina, nella fretta l’ha dimenticata a casa e, per fortuna, si è ricordato mentre scendeva dall’auto.

Io, memore dell’esperienza precedente, ”  TOLLERANZA ZERO“, l’ho accompagnato dentro la scuola e ho chiesto all’operatore scolastico se  potevo ritornare a portargli la calcolatrice.

Ho detto al bidello che se, non potevo portargliela, questa volta, non avrei fatto entrare mio figlio in classe, l’avrei riportato a casa.

Questa volta, mi ha hanno dato il permesso!

Questa esperienza dimostra che l’esito di certe situazioni…anche a scuola, dipende molto dalle  persone con le quali abbiamo a che fare, dal grado di sensibilità che hanno rispetto ai problemi degli altri.

PRESA DI COSCIENZA

Martix63 mi scrive questo :

” Avevo saputo da poco che nostro figlio ha DSA – tra tante “dis” ha anche la Discalculia.

Non dimentichero’ mai, il giorno in cui ho veramente CAPITO cosa significa.
Stava facendo le equazioni – di quelle con parentesi di ogni tipo, addizioni, sottrazioni,…e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Quando ho guardato per controllare dove era arrivato nel svolgerne una ho visto che era arrivato a: 3x=18 e gli dico: “Bene! Ormai ce l’hai il risultato!”
Lui mi guarda e dice: “Perche’? Non ce l’ho ancora”….. E io: “Ma si, dai – ci sei ormai – ce l’hai li’! Un passaggio ed e’ fatta no?”
Lui mi guarda, guarda il 3x=18 e mi dice: “No. Non ce l’ho. Devo andare avanti.”
Allora – un po’ dubbiosa – gli dico: “Okay, va bene – nessun problema. Fai pure come pensi vada fatto”.
Giuro che non ho capito assolutamente quello che stava facendo. Guardavo perplessa quello che scriveva. Per me non aveva alcun senso quello che stava facendo. Fatto sta che dopo altre tre righe c’era scritto: x=6
Ero “sconvolta”…..nel senso che NON capivo…… E gli dicevo: “E’ giusto….. ma mi spieghi quello che hai fatto?”
Mi sentivo stupida nell’ascoltare le sue spiegazioni…… Non riuscivo in maniera piu’ assoluta a capire cosa stesse dicendo. Per me non c”era alcuna logica nel come svolgeva quel benedetto 3x=18!!!!
Allora dico: “Me ne fai un altra per favore?” perche’ lo ammetto, pensavo fosse stato un caso.
Me ne faceva un altra – sempre in un modo per me totalmente, completamente inconcepibile….. e il risultato era corretto. E me ne ha dovuto fare anche una terza……
Ma poi….. finalmente ho CAPITO cosa significa essere discalculico:
Mai, poi mai, mio figlio potrebbe capire il MIO modo di spiegargli le equazioni – esattamente come IO mai, poi mai, riusciro’ a capire la SUA logica nel arrivare al risultato.
E dico la verita’ quando dico, che questa “presa di coscienza” mi ha fatto un enorme piacere. Perche’ ho capito che i pensieri di mio figlio seguono strade diverse. Strade non comuni alla maggior parte delle persone. E vedo questa cosa come una specie di “dono”, qualcosa che gli permettera’ di crescere per diventare una persona speciale”.

INCOMPETENTI ?

[ Testimonianza di una mamma ]

 

Mia figlia non ha ancora una diagnosi di dsa, ma stiamo cercando di capire di cosa si tratta aiutati da persone ,a mio parere non del tutto competenti. Fa una gran fatica nelle materie che richiedono molta concentrazione , soprattutto matematica e nonostante le ripetizioni private , non ne veniamo fuori. Io sono disperata e la scuola non mi aiuta per niente, anzi qualche insegnante la.mortifica in continuazione …il risultato è che non vuole andare a scuola.

[Dall’ autrice di Letterine Ballerine, arrivano i Numeretti.]

 

Numerini, Numeretti

Nei quadretti state stretti

Ve ne state tutti abbracciati

e siete tutti accavallati.

numeri … che confusione fate in me

numeri4 … io di voi mi libererei

numeri7            … prima o poi farò un botto

lettere9     … mi sembrano dei ceci.

Se una soluzione troverò

Contento Io sarò!

LA CALCOLATRICE

La calcolatrice è uno strumento importantissimo per un alunnIMG_4238o  discalculico.

Per lui anche una semplice operazione, può diventare una tribolazione.

Mio figlio ha cominciato a usare la calcolatrice in 4° elementare.

I primi tempi, la usava solo a casa, perché mi diceva che i suoi compagni non ce l’avevano .

Ci ho impiegato alcuni mesi, per convincerlo a portarla a scuola…

Quanta fatica!

Un giorno, finalmente, se l’è messa nello zaino, ma dai disastri che vedovo sui quaderni, capivo che la calcolatrice durante le lezioni rimaneva nello zaino.

Per un ragazzo non è semplice usare la calcolatrice davanti ai compagni, perché lui si e loro no?

Adesso che frequenta la 2° media, per lui utilizzarla a scuola, è diventata una cosa naturale, scontata, come indossare i suoi occhiali.

Ancora oggi, qualche compagno gli dice : ” Perché usi la calcolatrice? Allora la uso anch’io! “.

Come la scuola porta gli studenti a vedere a vedere un film, un teatro ecc… io credo che sarebbe il caso di spendere un po’ di tempo per spiegare ai ragazzi che cosa sono gli strumenti compensativi e dispensativi, e perché alcuni ragazzi ne hanno bisogno.

Non sono un favoritismo nei confronti degli studenti con DSA, ma un aiuto per supportare le loro difficoltà.