COME ACCORGERSI DI UN DSA

I disturbi dell’apprendimento sono vari e differenti tra di loro. Esistono però alcuni segnali, che possiamo considerare dei veri e propri “campanelli d’allarme”.
Vediamo insieme alcuni elementi che un genitore o un insegnante possono osservare a partire dalla prima elementare.
Sebbene fino al termine della seconda elementare non si possa diagnosticare un DSA, si può comunque procedere ad una prima valutazione nelle sedi opportune e comunque si può tenere conto delle difficoltà che emergono, individuando rapidamente l’esistenza di difficoltà, senza sottovalutarne l’importanza per la vita scolastica del bambino.

Leggere e scrivere..che impresa!

Il bambino, dalla fine della prima elementare, mostra di non riuscire a leggere in maniera fluente, di fare fatica a mettere insieme le sillabe; può anche leggere abbastanza bene ma molto lentamente, oppure non comprende ciò che legge. Il suo rapporto con la lettura è forzato e difficoltoso. Per quanto riguarda la scrittura, può succedere che il bambino non riesca a scrivere in corsivo, oppure che scriva in modo illeggibile persino per lui. Ancora, può accadere che il bambino scriva in modo chiaro e leggibile ma con molta fatica, segnalando dolore alle mani ed ai polsi e procedendo molto lentamente.

La matematica, che agonia!

Il bambino, dalla fine della prima elementare, non riesce a contare le quantità fino a 5 senza l’aiuto delle dita o degli insiemi di figure; non impara, entro la classe terza elementare, i numeri “amici del 10”; non automatizza le tabelline entro la quarta elementare e fatica a leggere e scrivere i numeri oltre il centinaio. Entro la quinta elementare, esegue con fatica le divisioni e le moltiplicazioni, non riesce ad eseguire il calcolo mentale oppure lo fa molto lentamente. Fatica anche a memorizzare e richiamare le formule, le regole geometriche, le caratteristiche delle figure e i tipi di angolo.

La scuola costa fatica!

Il bambino fatica ad acquisire autonomia nel ricordare gli impegni scolastici, nel tenere aggiornato il diario, nel mantenere in ordine il materiale scolastico e riporta spesso dimenticanze. In classe sembra distrarsi facilmente, oppure appare molto stanco ed “evita” alcune situazioni di apprendimento, come la lettura ad alta voce, l’esposizione alla classe di lavori individuali o di gruppo, le gare in cui bisogna mostrare una certa destrezza cognitiva. Non solo, a volte questi bambini sembrano svogliati e disfattisti, ma spesso si tratta di un atteggiamento dovuto al senso di inadeguatezza di fronte alla richiesta scolastica ed al confronto con i compagni. Questi atteggiamenti, uniti ad un oggettivo riscontro di difficoltà scolastiche che non migliorano nonostante gli sforzi del bambino e gli accorgimenti didattici dell’insegnante, possono essere considerati ulteriori indicatori di un possibile DSA.

E’ importate rivolgersi, in caso di dubbio, ad un esperto, prima che la situazione diventi troppo difficile da geper tutti, soprattutto per il bambino stesso.

Il primo passo è un confronto tra genitori ed insegnanti, per vagliare l’opportunità di un consulto con un esperto di Disturbi dell’apprendimento o del comportamento, in modo che si possa avviare una prima valutazione. L’esperto può essere lo psicologo o il neuropsicologo, da consultare presso le ASL di appartenenza o privatamente

Dott.ssa Sara Rizza, psicologa , Roma.

info@psicologasararizza.it

fb @Dott.ssaRizza.Psicologa

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