SEMPLICE

Un video da vedere…per grandi e piccini

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COSA SUCCEDERÀ OGGI?

La mamma di Giorgia, se lo chiede ogni mattina : che cosa succederà oggi di nuovo a scuola? Quasi ogni giorno c’è sempre un problema nuovo!

Una presa in giro dei compagni, una sgridata del prof. perchè è lenta, perchè scrive male e legge ancora peggio…

Giorgia a scuola si sente a disagio, si sente diversa…

I suoi compagni sono sempre pronti a ridere di ogni suo sbaglio, a sottolineare le sue difficoltà.

L’unica insegnante che capiva i suoi sforzi, il suo impegno, quest’anno è stata trasferita.

Giorgia adesso si sente sola, emarginata, in una classe dove tutti leggono e scrivono correttamente, con quaderni ordinati; non vuole più andare a scuola, si rifiuta di usare la calcolatrice e anche i quaderni con i quadretti da 1 cm.

Il suo rendimento scolastico è peggiorato.

La mamma è scoraggiata, è inutile andare dagli insegnanti, dal preside e anche trasferirla in un’altra scuola…tanto non cambia niente, anzi, se vai a fare valere i diritti di tua figlia, trovano il modo di rivalersi sulla ragazzina.

A scuola si va per imparare, non per soffrire!

3 DOMANDE

Una prof.ssa di geografia (scuola secondaria di primo grado), entra in classe e chiede ad una ragazzina se è preparata per l’interrogazione.

La ragazzina (certificata per dislessia,disgrafia e discalculia), risponde di no.

L’insegnante dice alla ragazzina che va bene e che la interrogherà la prossima lezione.

Un compagno dice alla prof.ssa che non è giusto che Elisa non sia interrogata, che è un’ingiustizia nei confronti degli altri studenti.

A quel punto, la prof.ssa dice davanti a tutta la classe che Elisa  ha un Piano Didattico Personalizzato, come se la ragazzina avesse chissà che cosa…

 

Io mi pongo qualche domanda…

Può un prof. dire davanti a una classe che un alunno ha un Piano Didattico Personalizzato?

Nel PDP che ha redatto il corpo docenti dove c’è scritto che l’alunna ha diritto alle interrogazioni programmate, perchè la prof.ssa ha chiesto alla ragazzina se era preparata per l’interrogazione?  Per metterla in difficoltà?

 

AMARA VERITÀ

Nelle nostre scuole, generalmente parlando, si ride troppo poco. L’idea che l’educazione della mente debba essere una cosa tetra è tra le più difficili da combattere. 

Gianni Rodari

MALEDETTA SCUOLA

Lisa 4 ° elementare, (disgrafica e disortografica).

“Ho pianto perchè l’altro giorno, la maestra in classe,  ha dettato un testo da scrivere sul quadernone, ho fatto tanti errori, la pagina era tutta piena di segni rossi, poi mi ha fatto alzare in piedi e ha detto forte,  così hanno sentito tutti  i  miei compagni , che devo stare più attenta a quello che scrivo, che non faccio le cose con la testa.

Io mi vergogno, non ci voglio più andare in quella maledetta scuola, nessuno scrive come me!”.

1 LISTA

Ho fatto una lista delle cose che non ti insegnano a scuola.

Non ti insegnano come diventare famoso.
Non ti insegnano come essere ricco o povero.
Non ti insegnano come andartene da qualcuno che non ami più.
Non ti insegnano come andare avanti quando qualcuno che ami ti abbandona.
Non ti insegnano a capire cosa succede nella testa delle persone.
Non ti insegnano cosa dire a qualcuno che sta morendo.
Non ti insegnano niente che valga la pena sapere.

Neil Gaiman

 

1 PROF. INQIUETANTE

In una scuola superiore, durante l’ora di storia, un professore, ad uno studente che non seguiva la lezione, gli ha detto: ” se non stai attento, ti apro il cervello “.

 

IL GENITORE PRENDE IL POSTO DELL'INSEGNANTE

“Ci risiamo. Scuole iniziate e 2 figli alle medie che non alzano la testa dai libri tutto il pm. Una alle elementari che invece il pm. gioca, ozia, crea, fa sport e ha una maestra AVANTI.

Il problema è che i compiti sono una montagna e gli argomenti non sono spiegati ai ragazzi quindi tocca a noi genitori mettersi lì e aiutarli perché chi vuole mandare un figlio a scuola col terrore che i prof lo sgridino o gli mettano una nota per non averli fatti quando gli altri li hanno svolti? Facendolo sentire in colpa quando invece sarebbe compito dell’insegnante spiegare bene?
C’è stato il primo incontro con gli insegnanti delle medie, quelli della prima hanno detto chiaro che i compiti vanno fatti tutti e bene. E sentite un pò?

Che il primo quadrimestre vanno seguiti da noi genitori !!!

È inconcepibile, questo innesca un’ingiustizia inevitabile tra chi ha o non ha genitori capaci, all’altezza e/o disponibili, cioè senza impegni, nel pm. Chi ha questi genitori sarà quello che avrà fatto i compiti chi non ha i genitori lì sarà quello che i compiti li avrà fatti male o per nulla. Per forza, perché i prof contano sui genitori a casa e a scuola spiegano poco , i ragazzi non hanno idea di quello che devono fare e solo dopo che glielo spieghiamo noi, ci riescono.

Quindi IL GENITORE prende il posto dell’insegnante, quando può.
Il problema è immenso,i compiti non andrebbero assegnati perché :
A. il tempo a casa non è dei prof ma dei ragazzi e la salute non è stare 4 ore sui libri dopo le 5 passate sui banchi.
B. i ragazzi dovrebbero vivere la scuola in modo sereno, non con l ‘incubo del “non posso andare in palestra, giocare, a trovare i nonni, vedere una mostra, oziare, creare, ascoltare musica, uscire” a causa dei troppi compiti e “se non li faccio mi mette 5″.
C. in classe s’innescano ingiustizie a sfavore di chi non ha genitori o altre figure a casa disposti a fare il lavoro degli insegnanti o semplicemente che si rifiutano di aiutarli per principio perché i compiti andrebbero assegnati su argomenti spiegati a scuola semmai.
D. Basterebbero le ore scolastiche fatte bene per educare, istruire e responsabilizzare i ragazzi…assegnando al massimo un ripasso ma non 5 materie al giorno !!!”.

Lalla Lucchetti