DISLESSIA A SCUOLA, LA LEGGE IGNORATA

“Dislessici, disgrafici, discalculici, disortografici, sono tanti nella nostra scuola. Sono quegli studenti che una volta venivano scambiati per distratti nella migliore delle ipotesi, per poco intelligenti nella peggiore. E non hanno avuto vita facile. Da qualche anno invece le loro difficoltà hanno un nome DSA (Disturbi specifici dell’apprendimento) e gli studenti con DSA sono tutelati dalla legge 170, che consente loro di avvalersi di strumenti compensativi (calcolatrici e quant’altro) e di percorsi facilitati. Tutto bene dunque a scuola? Mica tanto, dipende dalle insegnanti che si incontrano: dalla loro formazione e dalla loro sensibilità, un po’ un terno a lotto insomma. Come ci racconta Anna Paris, mamma dislessica di un ragazzo dislessico, e coautrice del libro da cui abbiamo tratto le parole di Andrea.

Sentirsi diversi di fronte ad insegnanti che non vogliono riconoscere le difficoltà dovute ai Disturbi specifici dell’apprendimento, con insegnanti che fanno davvero molti guai sulla crescita di questi bambini. Come sa bene la dottoressa Silvia Penati, che gestisce in Lombardia i CPP, centri psicopedagogici del Gruppo Bracco, l’ultimo centro nato proprio quest’anno a Lambrate. Un servizio gratuito quello offerto in queste strutture per prevenire e ridurre il disagio giovanile, bullismo compreso, e per aiutare chi ha difficoltà di apprendimento.
Insomma la legge c’è perchè i dislessici dispongano degli strumenti di cui hanno bisogno a scuola, ma qualcosa non funziona. Cosa fare? Franco Botticelli, presidente dell’AID, l’Associazione Italiana Dislessia.
Ma i ragazzi poi ad un certo punto diventano grandi. Finita fra tante difficoltà la scuola, c’è il mondo del lavoro che li aspetta, dove le difficoltà non spariscono d’incanto.

Presentata di recente una legge che consentirebbe ai dislessici di affrontare i concorsi pubblici con una prova orale anzichè scritta. Nelle imprese poi verrebbe istituita una figura di riferimento, una sorta di tutor, che individui progetti personalizzati e compiti più adatti per il lavoratore dislessico. A presentare la proposta la deputata Laura Coccia, del Pd”.

 

da Radio24, Il sole 24ore  

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