MAESTRI

” Fate le riforme che vi pare, ma non ci sarà mai una buona scuola senza buoni maestri.

Riempite pure le aule di ogni diavoleria elettronica, è giusto farlo e guai se non lo facessimo.

Ma se in quell’aula entra entra un maestro spento, magari perfino erudito ma incapace di comunicare entusiasmo, curiosità e passione, non servirà a nulla.

Un buon Paese si misira facilmente, basta contare i suoi buoni maestri.

Maestri nelle scuole, ma anche nelle botteghe e nelle fabbriche, in politica e nelle piazze, nelle famiglie e nelle chiese, ovunque.

Chi vuol bene davvero alla scuola dovrebbe, dovrebbe davvero domandarsi : ci sono buoni maestri ? Maestri che insegnino a scrivere e far di conto, parlare e soprrattutto pensare ? Che si prendono a cuore i loro ragazzi ?

Ce ne sono abbastanza ?

Come fare in modo che possano essercene di più ?

Dovrebbe essere la domanda delle famiglie, dei sindacati e degli amministratori.

Perchè un giornon l’alunno di ieri si ricorderà il banco, le carte geografiche alle pareti, la lavagna, ma soprattutto il maestro.

E lo stesso farà dell’oratorio parrocchiale, dell’università e del primo posto di lavoro.

C’è stato un maestro che mi ha aiutato a crescere e a diventare migliore ?

Vale per le persone, vale per le nazioni.

Se l’Italia fatica  a crescere è perchè ha  troppo pochi buoni maestri “.

Umberto Folena da ” Avvenire ”

 

 

 

 

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