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LACRIME AMARE

Io non sono contro le scuole ma conosco la sofferenza e le umiliazioni che provano i bambini e/o ragazzi con disturbi dell’apprendimento, io vorrei una collaborazione con la scuola, ma spesso i genitori dei DSA trovano delle porte chiuse.
Vedo negli occhi di mio figlio le lacrime che scendono sulle sue guance, lo vedo perdere la serenità quando la sera si corica nel suo letto perchè si avvicina il momento di andare a scuola.

Provate a stare per ore, ogni giorno, in un luogo che ti è ostile, dove quasi tutti, se non tutti, pensano che sei uno stupido, che leggi male, scrivi ancora peggio e usi la calcolatrice.

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UNA STORIA VERA

Questa è la storia di Brad Cohen, affetto dalla Sindrome di Tourette.

Io credo che non sia così semplice come nel video, cambiare i giudizi, le opinioni e gli atteggiamenti delle persone è molto difficile, non basta una spiegazione!

SCUOLA E DISLESSIA

Gli insegnanti dovrebbero predisporre una didattica che tenga conto delle caratteristiche e delle difficoltà dei bambini e/o ragazzi con disturbi dell’apprendimento.

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RIPOSO

Sono pienamente d’accordo con questo papà …

http://m.famigliacristiana.it/articolo/no-ai-compiti-a-casa-l-estate-serve-per-imparare-a-vivere.htm

COMMOVENTE

Quante mamme speciali … ogni giorno assistono e seguono i lori figli con amore e dedizione totale. Ogni giorno combattono, da sole, senza stancarsi mai.

 “Ti vedo portare tuo figlio in terapia, mentre i tuoi amici portano i loro figli a scuola calcio o a danza. Ti vedo scappare dalle conversazioni in cui i tuoi amici si congratulano a vicenda per le realizzazioni dei propri figli. Ti osservo mentre fai il giocoliere tra casa, impegni, scuola, terapie e medici. Ti vedo seduta per ore al computer a fare ricerche sulle cose necessarie a tuo figlio.
Vedo la brutta espressione sul tuo viso quando senti le persone che si lamentano per stupidaggini. Ti vedo sparire poco a poco, non ti fai vedere molto in giro. Ti vedo prendere forze dalla debolezza, una forza che non sognavi di avere.
Osservo il tuo rispetto verso le maestre, terapisti e professionisti della salute che giorno dopo giorno aiutano tuo figlio. Tu lo sai quanto sono importanti.
Ti vedo svegliare presto la mattina e fare tantissime cose, nonostante un’altra notte passata in bianco. Ti osservo quando sei stanca, ma continui lottando per la vita di tuo figlio. Lo so che ti senti invisibile, come se nessuno se ne accorgesse di tutte le nubi che ti avvolgono, delle tante lotte che devi fare.
Ma voglio che sappia che IO me ne rendo conto.
Ti vedo spingere sempre in avanti. Ti vedo fare sempre delle scelte che possono dare a tuo figlio le migliori cure a casa, a scuola, in terapia e dal medico.
In quei giorni in cui ti chiedi se puoi fare di più, voglio che sappia che IO ti vedo. Voglio che tu sappia che sei bella. Voglio che sappia che ne vale la pena. Voglio che sappia che non sei sola. Voglio che sappia che l’amore è la cosa più importante e che tu sei la migliore in questo argomento.
E in quei giorni in cui tu vedi un miglioramento, quei momenti in cui il duro lavoro ha una sua piccola ricompensa e ti senti lo stesso di assaporare il più grande dei successi, IO ti vedo e sono fiero di te.
Comunque vada la giornata oggi, tu vali tanto, stai andando alla grande… ed IO ti vedo.”
(Autore sconosciuto)

RIFLESSIONI SUI COMPITI A CASA

Scritto da Gianluca Campana, Psicologo, Psicoterapeuta e Professore di Psicologia Generale all’Università di Studi di Padova, aderisce ormai da tempo alla campagna Basta Compiti.

” Quest’oggi vorrei esprimere alcune riflessioni sui compiti a casa dal punto di vista della psicologia e delle scienze cognitive.

Moltissime persone inclusi genitori e insegnanti ritengono che la quantità di tempo impiegata nell’esercizio (di qualunque tipo, ma nella fattispecie parliamo di esercizi scolastici) correlati  positivamente con qualità e quantità dell’apprendimento. “Training makes perfect”, come dicono gli inglesi. Questo assunto però si applica solo in determinati casi e solo laddove gli obiettivi siano commensurati allo sforzo e quindi la motivazione intrinseca sia molto elevata, l’attività in questione sia accompagnata da emozioni positive, e soprattutto non sia imposta da altri. Nella maggior parte dei casi e nello specifico caso dei compiti a casa, questo assunto è smentito da tutta una serie di altri fattori che riguardano il sistema cognitivo, percettivo, emotivo e motivazionale nell’età dello sviluppo.

Partiamo da apprendimento e memoria. Certamente il modo più utilizzato per apprendere e far apprendere è la ripetizione. Imparare a memoria. Per come funziona la nostra memoria, la mera ripetizione è il metodo più dispendioso in termini di tempo e anche il meno efficace. La comprensione del significato di ciò che si sta imparando, l’uso di connessioni semantiche tra le varie parti del materiale da immagazzinare, e tra tale materiale e ciò che già si conosce, è certamente una strategia migliore che richiede meno tempo (un tempo breve ma di qualità) ed è indubbiamente più divertente. L’apprendimento inoltre è più efficace se l’attività risulta piacevole ed è accompagnata da emozioni positive acquisendo dunque un valore incentivante (ovvero che di per se stesso funziona da rinforzo, da ricompensa). E’ evidente di come questo non possa essere il caso dei compiti a casa, che devono essere svolti dopo diverse ore passate a svolgere attività simili.

Il tempo dedicato allo studio e all’esercizio si collegano infatti al tema dell’attenzione, in particolare dell’attenzione sostenuta, ovvero la capacità di rimanere concentrati su determinati contenuti o su un particolare compito per un determinato tempo più o meno lungo. E’ noto come nell’adulto l’attenzione sostenuta si riduca drasticamente dopo circa 45 minuti, mentre per un bambino questa durata possa essere anche molto inferiore. L’efficienza dell’attenzione sostenuta varia anche (e considerevolmente!) in funzione dell’ora del giorno: è massima nelle due ore che precedono mezzogiorno, poi inizia a ridursi. L’attenzione sostenuta diminuisce pure in funzione della ripetitività dell’attività per cui viene richiesto lo sforzo. Questo è un altro motivo per cui diventa assolutamente inutile tediare un bambino con studio ed esercizi per tempi lunghi, ed è pure inutile assegnare compiti poiché dopo le ore passate in classe la capacità di concentrarsi sarà ridotta al minimo.

LEGGETE…VI PREGO

” Da tempo avevo notato che questo blog ha un atteggiamento oppositivo, quando non proprio aggressivo, nei confronti della scuola. L’esatto opposto di quella collaborazione scuola – famiglia che sarebbe auspicabile per qualsiasi alunno, ma in particolare per quelli che hanno difficoltà specifiche di apprendimento.
Stamani poi si è raggiunto l’apice, pretendendo di insegnare ai professori il loro mestiere. E per rendere più accettabile questa decisione, si tira in ballo il parere di Tullio De Mauro: il ragionamento è quello per cui “mi dà ragione un esperto, quindi ho ragione io.” Come se non si potesse trovare un esperto a sostegno di qualsiasi tesi e del suo esatto contrario.
Imperdonabile anche la frase per cui con un altro metodo di insegnamento “forse ci sarebbero meno DSA.” Come se le difficoltà specifiche di apprendimento dipendessero da come insegna il professore, e non dall’alunno in sé. Questo la dice lunga sulla competenza di chi pure avrebbe la pretesa di dire ai docenti come devono fare il loro lavoro.
So bene che il mio consiglio non verrà accettato e che probabilmente questo commento verrà lasciato in moderazione, ma la mia opinione è che i genitori che stanno dietro a questo blog dovrebbero cambiare radicalmente l’atteggiamento che hanno nei confronti della scuola. Abbandonate quest’aggressività, perché ha come unico risultato quello di far incarognire i professori, e rinunciate anche all’idea di mettere il becco nelle loro scelte didattiche, perché non avete le competenze per insegnare ai docenti il loro mestiere” .
Sig.ra o sig.re Wwayne, come può leggere, il Suo commento non è stato lasciato in moderazione ma bensì pubblicato.
Anzitutto prima di muovere accuse nei miei confronti, sul mio comportamento oppositivo, per non dire aggressivo nei confronti della scuola, ci rifletta un pochino, per favore…e lungi da me il voler insegnatre ai professori il loro mestiere. 
Si informi, è provato che i DSA dipendono anche dal tipo di didattica.
Forse Lei non segue il mio blog perchè non sono pochi gli articoli che riguardono i cosidetti ” insegnanti illuminati ” , purtroppo però ce ne sono pochi !  
Leggendo quanto scrive nel Suo post credo che Lei non sappia propria nulla di come vengono trattati i bambini e/o ragazzi con disturbi dell’apprendimento nella maggior parte delle scuole :”le ingiustizie, le umiliazioni e anche atti di bullismo che subiscono “.
Tutti i problemi che i DSA e le loro famiglie hanno per colpa di docenti che si nascondono dietro a scuse del tipo che non hanno una formazione adeguata per i disturbi dell’apprendimento oppure che non hanno tempo ecc..
La pregherei prima di commentare di informarsi bene .
Grazie