INTERVISTA A GIACOMO STELLA

di Parliamo di Psicologia con Luca Mazzucchelli

 

 

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METODO FEUERSTEIN

Dott.ssa Valeria Lubrano – Applicatrice Feuerstein

Andrea Pedullà – MindMapp – https://www.facebook.com/mindmapps/

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L’idea di base è che il cervello non è statico, ma dinamico, quindi elastico e modificabile ( sinapsi, neuroni..). L’intelligenza umana, pertanto, può essere modellata dall’esperienza (teoria della Modificabilita’ Cognitiva Strutturale) in questo modo possono nascere strutture cognitive che all’inizio erano inesistenti, o non sufficientemente presenti nel repertorio comportamentale dell’individuo, nuovi modi di pensare, di agire, nuovi sistemi di bisogni. L’intelligenza è quindi vista come la propensione dell’organismo a modificarsi quando se ne presenta il bisogno, variando anche le strutture mentali e neuronali. Chi impara non è più passivo di fronte all’esperienza ma partecipa attivamente. Questa partecipazione attiva e lo spinge a creare strategie per la risoluzione di problemi, che corrispondono a livello neuronale a sinapsi immodificabili e permanenti. Secondo Feuerstein le funzioni mentali sono le componenti essenziali all’esistenza delle operazioni mentali e di ogni altra funzione del comportamento.L’atto mentale è diviso in tre fasi: input, elaborazione, output. Le funzioni cognitive sono universali cioè indipendenti dal contenuto, gli insegnanti dovrebbero essere in grado di riconoscere se gli errori sono dovuti ad una mancanza di conoscenza o alla carenza delle funzioni cognitive. Attraverso lo svolgimento degli esercizi “carta-matita”, il soggetto è spinto a definire adeguatamente il problema, percepirlo, assegnare delle etichette, avviare un confronto spontaneo, essere precisi, pianificare, compiere un lavoro sistematico, seguire un orientamento spaziale e temporale, usare due fonti di informazione, far uso del pensiero ipotetico, ricercare prove logiche e moderare la propria impulsività, in tutte e tre le fasi dell’atto mentale . Queste sono alcune delle funzioni cognitive che il soggetto mette in pratica in un corretto comportamento cognitivo con operazioni tramite le quali il soggetto organizza mentalmente, manipola, trasforma e interviene sulle informazioni acquisite da fonti esterne. Le funzioni cognitive che il soggetto potenzia attraverso gli esercizi Feuerstein vengono poi trasferite in altri ambiti, dalla vita scolastica a quella di tutti i giorni. Partendo da una pagina di Organizzazione di Punti il bambino imparerà ad organizzare una pagina di studio, individuare le parole chiave e da li costruire le Mappe Mentali.

INSIEME

Alcuni genitori pensano, che i figli, bisogna  seguirli  nell’apprendimento, solamente fino alla scuola media.

Sento spesso mamme dire ai loro bambini : ” Alle  medie, devi aggiustarti da solo, ormai,  sei grande “.

Che cosa significa ?

Questo pensiero, secondo me, non funziona, soprattutto se il figlio ha disturbi dell’apprendimento.

Io seguo mio  figlio  dalla scuola primaria.

Non vorrei essere presuntuosa, ma, se non l’avessi fatto, probabilmente, lui, non saprebbe neppure scrivere.

Giorno dopo giorno, mese dopo mese e, anno dopo anno continuo  ad aiutarlo in quel percorso difficile e doloroso, che dovrà portarlo all’autonomia,  ancora molto lontana.

 

SCHIZZI

Mio figlio, non finisce mai di stupirmi, quanta creatività e passione,,,

Quando lo osservo, mentre disegna e dipinge, non mi sembra lo stesso ragazzo che, fa così tanta fatica a leggere e scrivere.

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L'ESAME DI MATURITÀ

Ogni esame è sempre motivo di affanno e tensione, per ogni studente.

Per i ragazzi con DSA, lo è sicuramente di più.

Si sentono dire parecchie cose : ” Non si può usare la calcolatrice, non si può usare il PC, niente mappe e schemi, nessun ausilio “.

Per tranquillizzarvi … leggete.

http://www.west-info.eu/it/sei-indicazioni-utili-per-i-maturandi-dislessici/

 

CARO MAESTRO …

Ritorna l’argomento  “COMPITI A CASA ” .

Mario, un  bambino con deficit di attenzione, disgrafico e disortografico, arriva alla fine di questo anno scolastico come tutti gli alunni, molto stanco.

Ancora più stanchi degli altri, sono, quei bambini, che faticano di più, perché hanno difficoltà di apprendimento.

Mario questa mattina scrive un pensiero al suo maestro.

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UNA RIVOLTA ?

Forse, un giorno, anche i genitori dei ragazzi con DSA, come i presidi, faranno una rivolta, http://www.lastampa.it/2017/05/25/cultura/scuola/la-rivolta-dei-presidi-53oDJVCZF5YDM6MdEX2A4H/pagina.html, per chiedere che, a scuola, siano adottate le misure compensative e dispensative, che nessun bambino e/o ragazzo venga escluso e preso in giro.

L'IGNORANZA

Non riesco a smettere di pensare a …

http://bigblogdsa.com//2017/05/25/un-gesto-estremo/ .

Come può un ragazzo,  nel fiore dei suoi anni, decidere di togliersi la vita a causa della dislessia?

Mi chiedo, possibile che nessuno sia riuscito ad aiutarlo?

Non mi stancherò mai di ripeterlo, i ragazzi con DSA, sono molto più sensibili degli altri, vedono e sentono  le cose in modo diverso.

I veri problemi sono l’ignoranza e il pregiudizio, non la dislessia.