" È SCONVOLGENTE "

Questa gent.ma dott. ssa  incolpa noi genitori, se gli alunni hanno problemi di apprendimento. Ma si rende conto di quello che dice???

Io, ho due bambini con disturbi di apprendimento, non li ho torturati e medicalizzati, e contrariamente a quello che dice questa dott.ssa, li seguo ogni giorno con infinita pazienza e amore cercando di aiutarli a fare ciò che loro, da soli, non riuscirebbero.

Come fa a dire che il problema scolastico ha radici nel rapporto umano?

Leggete cosa scrive :

“Io sono molto indignata! con insegnanti impreparati nella didattica che si sentono in diritto di diagnosticare senza averne la competenza.
Sono molto indignata! con la connivenza dei medici psichiatri che devono trovare necessariamente un’anomalia in un bambino che ha solo bisogno di essere rispettato nei suoi tempi di apprendimento, mentre la loro diagnosi è basata su statistiche (vi ricordo che Albert Einstein ha mostrato la sua genialità solo all’università, risultando terribilmente carente in tutti i precedenti corsi di studi, soprattutto in matematica; e nonostante oggi si dica che fosse dislessico, niente e nessuno allora, fortunatamente, gli ha impedito di credere in se stesso e di diventare ciò che tutti noi conosciamo). Vogliamo parlare dei logopedisti? Che uccidono il pensiero del bambino tediandolo con tanti esercizietti che allontanano sempre più il piccolo dalla scuola? E tutto questo pur di non ammettere che quel paziente non ha bisogno del loro aiuto, ma solo di una efficace didattica che loro ignorano completamente.

Ma è tutto un sistema di scarica barile: l’insegnante ai genitori, i genitori al medico, il medico al logopedista e il logopedista sul problema diagnosticato dal medico che purtroppo si può migliorare, ma non curare. E non c’è la cura semplicemente perché non c’è la malattia!

Ma sono indignata anche con voi genitori! Che non avete la pazienza di ascoltarli i vostri figli; che li imboccate come se fossero sempre piccoli, senza svezzarli nel rapporto e nella loro continua e costante crescita di competenze. E questo è un errore grave, molto grave, perché non permettete loro di crescere, di sviluppare indipendenza, di conquistarsi quel pezzettino di mondo a scuola, che solo a loro appartiene. Non avete voglia di seguire e capire i cambiamenti che la scuola li costringe a sviluppare, non avete la voglia di capire che il vero problema potrebbe essere nel rapporto con voi, con la maestra o con i compagni di classe. Perché è così: quasi sempre il problema scolastico ha le sue profonde radici nel rapporto umano.

Allora non distruggiamo la mente e la vitalità dei nostri figli, abbiate il coraggio e l’umiltà di valutare il vostro rapporto, di considerare quello che la maestra ha con vostro figlio o vostra figlia, prima ancora di intraprendere un percorso diagnostico, che in quanto tale, nella mente del bambino, riporta sempre e comunque a una malattia e quindi a una diversità dai compagni di scuola. Ricordandovi inoltre che oggi, quella che viene comunemente definita dislessia, il più delle volte è un abuso di terminologia e medicalizzazione su bambini sanissimi per questione di business. Non confondiamo le difficoltà didattiche e di rapporto con la scusa della malattia, una malattia che nessuno ha organicamente riscontrato e che si basa solo su statistiche. Eviteremo così di crescere bambini insicuri, ribelli, aggressivi, svogliati, tristi, spaventati e senza autostima.”

Dr. Tiziana Cristofari

Fonte

 

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UNO STRUMENTO MOLTO UTILE

Titolo: Analisi Grammaticale e Logica al Volo
Autore: Camillo Bortolato
Editore: Erickson
Data di pubblicazione: Aprile 2014

Link Prodotto: http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=38271

TOLLERANZA ZERO

Nella scuola che frequenta mio figlio, per  le dimenticanze del materiale scolastico, la tolleranza è zero, scatta la nota sul diario.

Un giorno, che aveva una verifica di tecnologia, quando ha questa materia, lui utilizza una cartellina, per mettere album, squadrette e righello.

Quella mattina, eravamo in lieve ritardo, è sceso in fretta dall’automobile,  davanti alla scuola, ha preso lo zaino ma ha dimenticato la cartellina nel baule dell’ auto.

Non avevo ancora fatto il giro dell’isolato che mi è sorto un dubbio…

Avrà preso la cartellina ?

Ho accostato l’auto, ho aperto il baule e la cartellina era lì!

Sono ritornata immediatamente a scuola, erano passati si e no cinque minuti…

Sono entrata, c’era un operatore scolastico, gli ho chiesto, se, per favore poteva consegnare la cartellina a mio figlio, perché aveva una verifica, era importante, come poteva farla senza il materiale?

Nonostante mio figlio sia  disprassico e con dsa, non ha mai dimenticato nulla, perché  lo zaino lo prepariamo sempre insieme.

Capisco perfettamente che se tutti dimenticano un libro e/o un quaderno e la mamma torna a portarli non va bene, però, sarebbe il caso di cercare di capire la situazione…

Niente da fare, il bidello è stato irremovibile, mi ha detto che ci sono ordini precisi, che bisogna rispettare le regole.

Sono uscita con la cartellina.

Queste benedette regole…valgono solo per gli studenti, in fondo siamo umani, non è concessa neppure una dimenticanza?

Osservare il PDP è anche una regola, di fondamentale importanza, perché non viene molto spesso applicata?

Le regole, valgono solo per gli studenti?

CHE RUMORE!

I nostri ragazzi trascorrono molte ore a scuola.

Questo luogo dovrebbe essere sereno, tranquillo e sicuro, un posto dove si va per imparare e stare bene, con gli insegnanti e i compagni.

Purtroppo alcune volte non è così.

Questo succede per colpa di alcuni elementi, indisciplinati, che parlano ad alta voce, urlano e disturbano chi, invece, durante le lezioni vorrebbe seguire e stare attento. Alunni che, gli insegnanti, non riescono a gestire, perché sono ” difficili “, non ascoltano, cantano durante le lezioni, prendono in giro e fanno scherzi pericolosi.

Restare ore e ore in un ambiente di questo tipo, non è un bene per nessuno, figuriamoci per uno studente con disturbi dell’apprendimento.

I ragazzi con DSA hanno problemi a mantenere l’attenzione già in un ambiente con “condizioni ottimali “, se c’è rumore, diventa impossibile.

Il loro rendimento scolastico peggiora ancora.

 

UN BOCCONE AMARO

La mamma di una ragazza dislessica, mi invia questa mail chiedendomi di pubblicarla, in forma anonima.

” L’altro giorno, in un negozio, ho incontrato la maestra che insegnava a mia figlia nella scuola elementare, ( ora la ragazza frequenta la 1° media ) e  mi ha detto una frase che mi ha fatto molto male.

Mi ha chiesto come va mia figlia a scuola, se si trova bene con i professori e i nuovi compagni.  Io le ho risposto che la dislessia le cause ancora non poche difficoltà, che ha problemi con due professori e alcune compagne.

La maestra dice che è strano, perché durante le elementari non si accorgevano neppure che fosse in classe .”

Io che ho due figli dislessici…ho riflettuto.

Qual’è il significato delle parole di questa insegnante?

La  bambina a scuola era così così brava che non aveva problemi

con i compagni e di rendimento scolastico oppure era dimenticata lì … da tutti perché ” diversa ” ?

Lascio a voi l’ardua sentenza.

 

SPAZI STRETTI

Nei libri scolastici adottati nella scuola primaria e secondaria di primo grado,  soprattutto in quelli di grammatica, storia, geografia, scienze e lingue straniere sono presenti esercizi dove bisogna mettere parole e/o frasi che mancano.

Il problema è che lo spazio per inserire frasi e/o parole è molto ridotto.

Bisogna scrivere tutto appiccicato, molto piccolo e spesso anche scrivendo così lo spazio non basta,  il risultato è che non si capisce più niente.

Uno studente disgrafico, che usa lo stampato maiuscolo,  non può scrivere in spazi così piccoli.

Dovrebbero esistere dei libri di testo con spaziature appropriate, questo sarebbe meglio anche per gli studenti senza particolari difficoltà di grafia.

[Dall’ autrice di Letterine Ballerine, arrivano i Numeretti.]

 

Numerini, Numeretti

Nei quadretti state stretti

Ve ne state tutti abbracciati

e siete tutti accavallati.

numeri … che confusione fate in me

numeri4 … io di voi mi libererei

numeri7            … prima o poi farò un botto

lettere9     … mi sembrano dei ceci.

Se una soluzione troverò

Contento Io sarò!